Stralunario, secondo atto

di Trasciatti il 12 dicembre 2011 · 0 commenti

Sabato 17 dicembre, ore 17.30, Lucca, Palazzo Ducale (sala Rappresentanza), piazza Napoleone 

Alessandro Trasciatti, Sebastiano Mondadori e Tiziano Toracca presentano

STRALUNARIO

letteratura e desueta umanità

quattro antologie per quattro anni di blog

Del Bucchia Editore

 

Tutti gli autori di Stralunario

2008

Adrian Bravi
Alessandro Biagetti
Alessandro Trasciatti
Andrea Cirolla
Andrea Martini
Cesare Tomei
Francesca Duranti
Gaetano Bevilacqua
Gioia Perrone
Julio Monteiro Martins
Marco Battista
Massimo Lencioni
Monica Dini
Nedo Vannini
Nicoletta Calvagna
Paolo Morelli
Roberto Alquati
Roberto Amato
Sebastiano Mondadori
Tania Valdez Vera
Timofey Kostin

2009

Alessandro Calari
Alessandro Trasciatti
Alfredo Tamisari
Andrea Bocconi
Claudio Pozzi
Fabrizio Antognelli
Federica Francoli
Gianvittorio Randaccio
Jessica Lagatta
Libreria Odradek Milano
Luciano Ragozzino
Luigi Mariani
Maurizio Antonetti
Nicola Dal Falco
Nicola Del Chiaro
Nicoletta Calvagna
Titta Casati

2010

Alessandro Fiori
Alessandro Trasciatti
Aurora Borselli
Dark0
Filippo Brancoli Pantera
Gaia Rosi
Gianfranco Mammi
Ginvittorio Randaccio
Giovanni Maccari
Gisela Scerman
Giuliano Parenti
Leonardo Romanelli
Loretta Schievano
Mariapia Frigerio
Renzo Butazzi
Riccardo Lagorio
Simonetta Melani

 2011

Alessandro Trasciatti
Angelica D’Agliano
Nicola Dal Falco
Simonetta Melani
Stefano Acconci
Toshimitsu Kameda
Timofey Kostin
Valentina Vernò

***

Frattaglie dallo Stralunario a mo’ d’esempio

15 giugno 2009
Incursione a Bologna

Torno adesso da un giro in Emilia, due giorni passati nel caldone di Bologna e Modena che qui a Lucca, in confronto, c’è un’arietta settembrina. Adesso i Libratti sono anche nella libreria “Modo Info Shop” di Bologna: una libreria con annessa birreria, piena – la libreria – di libri disegnati.
A un certo punto è entrata una bambina che ha chiesto al libraio cos’era quello scheletro appoggiato sopra uno scaffale, che animale era. Lui le ha detto che era una scimmia. In realtà era un tirannosauro, lo scheletro di un tirannosauro fatto con dei pezzi di macchina da scrivere. Ma come mai era così magro? Era morto? No, ha continuato il libraio, è magro perché non gli diamo da mangiare. Ma perché non gli date da mangiare? Perché siamo dei burloni, le ha detto, gli mettiamo davanti un piatto pieno di roba e poi glielo togliamo. Io ho pensato che era una cosa un po’ crudele da dire ad una bambina, ma poi è finito tutto bene perché il libraio, in un sussulto di  bontà, le ha detto che la scimmia, cioè il tirannosauro, non ha bisogno di mangiare e non è neanche morto perché è fatto di ferro, è finto. E’ una libreria fatta così, ci entra chi gli pare, si parla di tirannosauri, di scimmie, di macchine da scrivere, davanti ci si beve la birra. In fondo alla libreria ci sono dei divani con delle ragazze sprofondate a leggiucchiare, a parlare. Erano le undici di sera, non di mattina, non è una cosa comune. Fanno anche dei libri in proprio, delle edizioni di libri solo disegnati. Cinque euro. Bella cosa. Io quando mi trovo in posti così non so bene come mi devo comportare perché ormai come età potrei essere un professore e quelli che bevono birra essere i miei studenti. E anche come fisico ormai ho il fisico da professore, non da studente. Però c’è un fatto:  non sono professore e neanche ricercatore, neanche bibliotecario, non sono niente. Allora mi sono detto: mi devo inventare una professione per poter frequentare da grande dei posti così, pieni di studenti e di studentesse. Cosa potrei fare? L’editore. Così mi sono messo a fare l’editore, mica per altro.

29 luglio 2009
Caproni alla Caprillina
Reading di poesia e musica
Mostra FotoGrafica di Anna Laura Bachini

Ieri sera sono stato alla Caprillina, che nella mia distrazione non ho capito bene cos’è, ma insomma è all’Ippodromo Caprilli di Livorno. In quest’Ippodromo Caprilli io ci volevo entrare dal retro e sono stato fermato dai guardiani, mi han detto: Ma dove va? l’entrata è dall’altra parte. Io ho risposto: Ah, grazie, scusate. Ho fatto il giro, mi ci sono voluti 20 minuti perché un ippodromo uno non ci pensa, ma è una cosa piuttosto lunga, un ovoide allungato e per girarci intorno ci vuole del tempo. Quando sono arrivato c’era tutta questa Caprillina piena di gente, davvero tanta, tutti venuti a sentire le poesie di Caproni. Sul palco c’era anche la figlia di Caproni e il suo figlio Pietro che ho scoperto essere un professore universitario, ha detto delle belle cose su suo padre, per esempio che i ricordi privati che ha di lui sono ricordi a colori, ricordi d’infanzia, ricordi di un padre arguto, intelligente, e che i ricordi che ha di lui dopo che è morto sono ricordi in bianco e nero, fatti di commemorazioni pubbliche, di discorsi, di fotografie, insomma non è più suo padre quel Caproni lì, è un personaggio pubblico, una figura della nostra cultura, ma non è più suo padre.
Poi è salita sul palco Niki Nicolai, che è una cantante bravissima, e infatti c’era qualcuno che dopo diceva: Certo poteva cantare qualcosa. Ma non ha cantato, ha letto delle poesie di Caproni, lette, non recitate, con un tono colloquiale, senza enfasi e sarebbe stata brava, però doveva avere fretta perché dopo venti minuti scarsi aveva già finito. Era accompagnata da un flautista, Stefano Agostini, che forse anche lui non è stato molto contento di tutta questa fretta. Però la Niki Nicolai ha detto, alla fine, che lei è sempre molto contenta di leggere le poesie di Caproni e che si emoziona molto e pareva sincera, devo dire, forse è per quello che ha fatto così presto, per non emozionarsi troppo. Fatto sta che sono scesi dal palco e il pubblico è rimasto lì ad applaudire, ma il palco è rimasto vuoto, con le luci accese e i tecnici hanno cominciato a smontare tutto. Anche i pannelli della mostra.

 

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