Qualche riflessione per il 12 giugno

di Trasciatti il 6 giugno 2011 · 0 commenti

I colori della paura nei disegni di Hiroshima
(tratto da “Il Piccolo Segno”, mensile dell’Associazione Culturale Terre Sommerse Castelli. Aprile 2011)
di Toshimitsu Kameda

Fino a un certo punto tutto andava bene e poi… il mio ritorno è purtroppo coinciso con la tragedia del Giappone. Il terremoto e lo tsunami hanno devastato molte città con oltre 27 mila tra morti e dispersi. Non è finito qui. La contaminazione radioattiva è tutt’ora immisurabile. Ho ricevuto la solidarietà da molti amici roccheggiani ed italiani, con un minuto di silenzio alla manifestazione per la Costituzione ed anche dal Papa. A oggi ancora non sappiamo che cosa succederà dopo l’esplosione della centrale nucleare. Vorrei solo fare un appello a coloro che vogliono ripristinarle in Italia, un Paese ad alto rischio sismico. Pensateci bene.
Qualcuno dice: “La centrale del Giappone è di seconda generazione ed anche vecchia invece la terza del nostro progetto è molto più sicura”. Io mi domando. Non è che anche allora si diceva la stessa cosa? “Più sicura”? Nessuno quindi può garantire la sicurezza al cento per cento. Anche in Giappone ci dicevano: “È sicura!”. Non devono parlare solo di questo aspetto tecnico ma mettere sulla bilancia anche la vita di tante persone. Con la centrale noi avremo per diverse decine di anni l’energia pulita ed economica e l’indipendenza energetica ma non sapremo se un giorno dopo o fra quanti anni avremo anche un rischio che porterà le conseguenze sulla vita di migliaia e migliaia di bambini, donne e uomini.
Oppure, qualcuno dice: “Lo Stato non spende neanche un euro, perché la centrale verrà costruita e gestita dalle imprese private”. Attenzione! Esse non lo fanno per i puri interessi nazionali ma per i propri interessi economici. Dovete sapete che quella compagnia giapponese ha risparimiato sui controlli, falsificato i dati, mentito sulla sicurezza e nascosto i difetti della centrale. Tutto questo per il massimo guadagno. Questa logica economica può portare un rischio enorme. Bisogna sapere alcune cose importanti: quanto costa garantire la sicurezza di una centrale? A quale grado di terremoto può resistere la struttura? Quanto costa garantirla per resistere a un eventuale ottavo grado? E quanto invece per un decimo?
Il problema è non solo la centrale in sè ma anche dei contesti politici e socio-economici. E qui vi è una particolarità italiana. Cioè: come viene costruita e gestita la centrale? I politici e le organizzazioni criminali (e tanti altri soggetti) resteranno solo a guardare? Le mani sporche non credo siano state tutte pulite fino ad ora. Sappiamo bene che fine hanno fatto molte opere pubbliche. Dove metteranno le scorie radioattive se non sanno come sistemare i rifiuti di Napoli?
Ancora qualcuno dice: “Non facciamoci prendere dall’emozione poiché è irrazionale”. È vero. A volte un’emozione ostacola il ragionamento ma è anche vero che essa ci porta a una considerazione sostanziale. Una persona con la mente fredda pensa solo agli interessi economici invece quando è emozionata riesce a guardare ai principii, cioè alla vita di tante persone. Non bisogna dimenticare che la storia è fatta da tante emozioni.
Ripensateci bene prima di andare a costruire le centrali in un Paese meraviglioso come il vostro e non ripetete gli stessi errori che abbiamo fatto noi giapponesi.
Ho ricevuto dal Sindaco un libro fotografico sulla Rocca di Papa d’oggi, lo scorso anno un’altro di foto d’epoca. Sono bei ricordi. Ricambiando, ho pensato di donare alla biblioteca di Rocca di Papa un libro di disegni su Hiroshima. I disegni sono stati realizzati proprio nei momenti immediatamente successivi al bombardamento e realizzati dai sopravvissuti alla bomba atomica, realizzati da dilettanti e non da disegnatori o pittori professionisti. Ma proprio per questo sono molto realistici e, allo stesso tempo, crudeli. Sono le uniche testimonianze dirette di quella tragedia.
Noi non dimenticheremo mai che cosa ha fatto la bomba atomica. Ed ora non dimenticheremo mai che cosa potrà fare la centrale.
Io sto per tornare a Tokyo e purtroppo ancora una volta pagheremo noi gli errori degli uomini. Buona fortuna a voi per il vostro prossimo 12 giugno. Arrivederci all’anno prossimo. Lo spero tanto.

I disegni sono tratti da un libro su Hiroshima che il nostro Toshi ha donato al Comune di Rocca di Papa e che può essere consultato presso la biblioteca comunale. I disegni raffigurano proprio i momenti successivi al bombardamento e sono stati realizzati dai sopravvissuti alla bomba atomica. Sono le uniche testimonianze dirette di quella tragedia. L’iniziativa di raccogliere i disegni è stata della TV pubblica “NHK” nel 1974. In due anni sono stati raccolti 2.225 disegni dei quali 110 ora sono contenuti in questo libro.

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