L'ultimo miglio, lettera aperta a Telecom

di Francesca Duranti

Sono proprietaria di una villa rinascimentale che mi è stata lasciata in eredità dai miei genitori. Ci sono affezionata e vorrei cercare di lasciarla ai miei figli.
Sento il dovere di tenerla in piedi come merita la sua statura artistica e storica di monumento nazionale, solo che è un bestione di quaranta stanze circondato da quattro ettari di parco, che divora euro in proporzione alla sua grandezza. 
Io non faccio parte della camorra, non dirigo traffici internazionali di droga. Sono una romanziera, e il successo dei  miei libri è  a volte grande, a volte medio, a volte piccolo - sempre per me in modo inaspettato. Certo non è con quegli aleatori guadagni che potrei mantenere una si mile casa. Ecco perché,  nel 1996, insieme a mia figlia Maddalena, abbiamo creato una srl allo scopo di concedere saltuariamente la villa in affitto per matrimoni, convegni, banchetti. Abbiamo una trentina di eventi all´anno, e in quei giorni io mi barrico nel mio studio per riappropriarmi della mia casa il mattino dopo. Per quest´attività abbiamo emesso sempre fattura  pagando regolarmente l´IVA. Naturalmente deducevamo le spese: riscaldamento, luce, telefono eccetera.
Poi è uscita, un paio di anni or sono, una sentenza della Cassazione che consente ai proprietari di monumenti nazionali di non emettere fattura per il reddito che riescono a cavare dalla loro proprietà.  Abbiamo quindi deciso di semplificarci la vita chiudendo la srl per gestire l´attività a mio nome; pazienza per le deduzioni che andavano a mancare. 
A questo punto si trattava di intestare a me  le utenze dalla defunta srl, e qui sono cominciati i guai. Non con la  Geal (acquedotto), non con la Gesam (fornitura gas), non con la Vesuvio (sorveglianza), non con Sistema Ambiente (rimozione rifiuti).  Con loro è bastato comunicare la nostra volontà e il trasferimento è avvenuto. 
Con Enel e Telecom sono cominciati i guai. Richieste di documenti a singhiozzo - prima uno poi altri due, poi ancora un altro - intanto il primo scadeva. Impossibilità di ricevere risposta per lettera alle nostre raccomandate,  telefonate eterne tra  noi da una parte e  i Solisti Veneti con le Quattro Stagioni dall´altra. Caduta della linea ogni volta che sembravamo arrivati al dunque.
A quel tempo L´Enel era sola sul mercato e abbiamo dovuto subire per oltre un anno  l´incredibile inefficienza del servizio. Il trasferimento delle utenze a mio nome si trascinava mese dopo mese. Solo ora che appaiono ditte concorrenti le cose sembrano miracolosamente sbrogliate, quindi  non vale più la pena cambiare fornitore. Penso che resteremo con l´Enel.
Telecom è stata altrettanto ostica, solo che aveva già i suoi bravi concorrenti. Per questo, quando abbiamo visto che passavano due mesi, quattro, sei, un anno e il cambio di intestazione del contratto non si riusciva a perfezionare, abbiamo chiuso il rapporto con loro e ne abbiamo aperto uno nuovo con Fastweb, a mio nome,  per  due linee telefoniche,  una linea fax e due  collegamenti  Internet. Facilissimo, fino a quel punto. Fastweb ci ha accolto a braccia aperte. I guai sono venuti dopo
Un disastro. Non so chi abbia la colpa, ma certo non passa giorno senza un malfunzionamento da qualche parte: la linea telefonica mia, quella di mia figlia, quella del fax, i nostri due  collegamenti internet, o anche - spesso -  tutte queste utenze vanno in malora contemporaneamente.
Non so bene come sia  la faccenda dell´ultimo miglio: può essere che sia  Telecom che si mette di traverso sulle nostre linee facendo appollaiare su uno dei suoi pali un sabotatore con un grande paio di forbici  per punire il nostro tradimento? O  Telecom è innocente ed è semplicemente che  Fastweb  è una colossale patacca?
Vorrei una risposta da Telecom, da Fastweb e soprattutto da altri utenti nelle mie stesse condizioni.
Francesca Duranti
fduranti@aol.com

 

(In alto: Villa Burlamacchi-Rossi, facciata tergale, foto di Giulio Cipriani)