La diffidenza e i corvi

Lun, 11/17/2008 - 10:36 | Aggiungi un commento

La diffidenza e i corvi

"La diffidenza e i corvi" di Cristina Pancini. E' giusto che se ne stiano rintanati nel nido, anzi, nella casa sull'albero. Come ci si può fidare? Si potrebbe provare a convincerli a uscire mettendogli una ciotola di pane inzuppato nel latte ai piedi del tronco. Ma non son mica gatti. E poi anche i gatti moderni chissà che mangiano.

Andrea Cirolla: da Un carteggio e altre

Carissimo Domenico,
questo è per farLe capire che il dottore, ogni tanto, risponde.

Le parole sono tutto quello che ha,
le sprecherebbe
se le lasciasse tornare
al dove da cui sono venute
(il cielo che mangiamo).
Perché così farebbe
chi fa male,
chi si rende partecipe
della sua colpa.

Invece.
Dovrebbe farle germogliare,
essere la bocca da cui cadono
e la fontanella sopra il capo
di un bambino sotterraneo.

Fiocco azzurro

Ven, 11/14/2008 - 23:19 | Aggiungi un commento

Fiocco azzurro

E’ ufficiale, è nato

TRASCIATTI EDITORE
l’editore dei Libratti, collana economica di letteratura illustrata

Titoli già pubblicati:

Marco Battista, Memorie allegoriche

Sebastiano Mondadori, L’importanza delle pulizie

Brainstalker: il dramma di un umbratile guardone

Quando mi assegnano al turno del
pomeriggio, godo. Ho la mattina libera per amare.

La cincia mora è paziente

Mer, 11/12/2008 - 22:02 | 1 commento

La cincia mora è paziente

"La cincia mora è paziente", di Cristina Pancini. Presto ci saranno su questo sito altre pitture di Cristina, altre cince, altre storie rettangolari. 

Andrea Cirolla: Il Rilke di Paci

Lun, 11/10/2008 - 16:44 | 3 comments

Andrea Cirolla: Il Rilke di Paci
Nicola Dal Falco: Pietre che suonano

Pietre che suonano

Qualche appunto sulla scrittura

La costrizione è strumento creativo, che amplifica le probabilità di raggiungere soluzioni originali, bizzarre: l’essere «costretti» a seguire certe regole induce uno sforzo di fantasia; la costrizione non restringe l’orizzonte delle strategie narrative dello scrittore, al contrario ne allarga le «potenzialità visionarie», paradossalmente è «un inno alla libertà d’invenzione», capace, come ha scritto Calvino, «di risvegliare in noi i demoni poetici più inaspettati e più segreti» (Paolo Albani)