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Sebastiano Mondadori: Insegnare a scrivere
Sab, 01/17/2009 - 22:06
Ci sono due cose che dico subito ai miei studenti di scrittura creativa. Non scrivete per essere capiti come persone, piuttosto siete voi che dovete fare capire con estrema chiarezza ciò che raccontate, e al massimo rileggendovi imparerete qualcosa di voi stessi che non sospettavate. Avremo raggiunto insieme un successo se alla fine del corso ognuno di voi avrà trovato la propria voce: chiamatelo pure stile, aggiungeteci la sicurezza psicologica che prima vi mancava, non è altro che il vostro modo di guardare il mondo e ridargli forma.
Sono convinto che lo scopo di ogni insegnamento sia quello di mettere gli allievi nelle condizioni di essere liberi di scegliere con i propri mezzi. Le regole – qui intese come tecnica e una conoscenza magari ristretta ma approfondita di alcuni libri chiave – sono fondamentali per acquisire gli strumenti minimi che servono a trasgredirle consapevolmente. Diffidate di chi invoca l’intervento risolutivo dell’ispirazione: la scrittura è un mestiere sistematico che esige disciplina e determinazione. Il caso, la fortuna, l’improvvisazione giocano un ruolo importante come in qualsiasi ambito della vita, ma se non vengono asserviti a un disegno di insieme si disperderanno con la vostra esaltazione del momento.
Quel poco che si può insegnare a scrivere nasce dalla lettura. Il confronto con i grandi maestri e più in generale con altri scrittori è una lezione concreta, basata su esempi in cui analizzare come sono stati risolti dei problemi pratici: la costruzione di una frase, la composizione di una scena in cui parlano tanti personaggi, la sfumatura di un carattere racchiusa in un aggettivo, la sottigliezza di un’omissione imprevista, e così via.
La maggior parte degli studenti comincia a scrivere per un disagio esistenziale o per un senso di inadeguatezza nei confronti della realtà, per una cocente delusione o per il bisogno di esprimersi più compiutamente. Talvolta la smania di protagonismo scatena in classe una autentico putiferio (è capitato la scorsa settimana, e non è stato piacevole). Le cose cambiano quando uno alla volta gli studenti sono chiamati a leggere ad alta voce il loro testo davanti ai compagni che sono liberi di giudicarli. Oltre a creare un clima di solidarietà, questo doppio ruolo di giudice e di giudicato porta tutti a porsi una domanda cruciale: se e quando un racconto smette di essere importante solo per chi l’ha scritto e comincia a essere interessante per chi lo legge.
Ogni scrittore è un concentrato di narcisismo, che per una sorta di magia simpatetica pervade tutto ciò che lo circonda fino a riempirlo di un nuovo senso, trasformandolo in un mondo in cui il lettore riconosce qualcosa di sé, si appassiona e arde dal desiderio di sapere come andrà a finire la storia. A un certo punto l’affermazione di se stessi coincide con la sensibilità per gli altri, toccando le corde della comprensione umana a cui aspira ogni opera d’arte. Secondo Maksim Gorkij, dopo la lettura dei racconti di Cechov sboccia in noi «il desiderio inconscio di essere più semplici, più sinceri, più noi stessi».
La cosa che mi sento spesso dire dagli studenti alla fine di un corso è che non si aspettavano di divertirsi tanto, come se la letteratura appartenesse al territorio della noia, come se non sapessero quanto è divertente il Don Chisciotte di Cervantes, uno dei romanzi fondativi della mentalità dell’Occidente. Il processo di scrivere e leggere, due punti di vista di un solo atto creativo, non è altro che immaginare, anzi fare esistere: e vivere una realtà in cui lottano senza tregua la passione e l’ironia, la cecità dell’ossessione e il distacco dell’intelligenza, l’urgenza incessante di dire «io» e la rivelazione improvvisa degli altri, per riscoprirci attori e non più autori della stessa illusione: la vita che stiamo vivendo.
(Nella foto: un'allieva)
Quella è davvero una sua allieva?
Se così fosse...cavolo, mi iscriverei in men che non si dica...Potrebbe diventare la mia musa prediletta...
I racconti di Checov sono meravigliosi. Questa mattina mi sono letto L'uomo nell'astuccio e poi ieri L'insegnante di letteratura...
Me l'hanno sempre detto: leggiti Checov...
E io lo leggo...
Che dire poi del cavaliere dalla trista figura e dei personaggi che attorno a lui ruotano. Distinguere sani e malati di mente lì dentro è un lavoraccio!
Un saluto
Antao Sacarolhas
Guarda bene la foto Antao, guardala bene...
diratti
dei guardoni.
gino paoli
Era facile da capire.
Guardatti
è tontao (o forse troppo giovane).
gino paoli
è anche un po' volgarao.
gigino paoli
Probabilmente è troppo giovane, non può riconoscerla. A meno che non sia un cinefilo. Ma se fosse un cinefilo non ci sarebbe cascato. Caro Gigino, non bistrattiamo tanto Antao che è rimasto uno dei pochi frequentatori di questo sito. Non vedi che ormai è tutto in disarmo, c'è lanugine dappertutto, un fiocore di luce stantia, pure qualche topo? Io mi son dato da fare, Gigino, devi credermi. Ho cercato di far navigare questa baraccopoli quanto più ho potuto. Ma poi mi si sono insinuati nel cervello i libratti, come sanguisughe hanno cominciato a prendermi tempo ed energie, hanno pure guastato il computer. Ormai son vecchio e stanco, caro Gigio. E non ho eredi.
Desolatti
Oppure basta cliccare con il tasto destro per scoprire che è la Sandrelli...
Non posso considerarmi di certo un cinefilo...mi piacciono i film...
Ieri mi sono guardato Crash di D.Cronenberg e stasera, credo, mi guarderò Attenzione alla puttana santa di Fass Binder...
Può darsi che cambi pure idea e mi metta a guardare il grande fratello, li ce ne è una dalle poppe molto grandi...
Dovrebbero fare un'edizione serale di Forum - l'avran già fatta - oppure dedicare uno speciale di tre ore sull'opinionista Paolo Del Debbio...
Quanto mi piace la TV con gli opinionisti dell'ultima ora...
che ci azzecca?
e che ne so...
però non sono volgare, la volgarità è altro...anche se, bah, boh, bih... buh!
A presto!
Antao Sacarolhas
P.s: la moderazione dei messaggi...per colpa di qualche spammista di merda si perde il senso della comunicazione rapida
La moderazione dei messaggi: caro Antao, è una cosa odievole, sono d'accordo, ma non posso fare altrimenti. Sai quanto pattume sta raccattando questo sitarello? Io lo vedo, nelle retrovie, tutti i giorni a buttare via roba e salvare qualche messaggio onesto qua e là. Spero che qualche tecnico di buona volontà un giorno mi aiuti a rimandare al mittente lo spam automaticamente e ripristinare i commeni immediati. Comunque: parlami di questo Paolo De l Debbio, son curioso.
dir dir
direttore mi sento moderatamente offesa, l'unico messaggio un po'serio l'avevo scritto io e invece si fa finta che non esista e mi si tratta come la figlia della schifosa... perbacco!
Tristana ma che dici? Di che figlia della schifosa parli? Io non ne so niente. Illuminami. Avevo visto un tuo commento, da qualche parte, ma sai com'è questo sito...è un naufragio continuo, ogni tanto vengo a vedere quel che succede ma neanche mi ricordo cosa scrivo io. Non devi prendertela, qui son tutti birbanti.
direttofobo
Ma poi, caro Antao, ora che mi sovviene: di che ti lamenti? se tu ti registrassi al sito, i tuoi commenti apparirebbero immantinente, senza moderazione alcuna. Lo vedi che sei un pigroide...
il direttissimo
allora mi tenda un salvagente e non se ne parli più. domandai a suo tempo se per creare non sarebbe meglio usare le regole... senza sapere di usarle. cioè senza concentrarsi troppo sulla tecnica...
gulliver e gli angypuziani
121. La vita non è un argomento. Ci siamo sistemati un mondo in cui poter vivere - con l'ammettere corpi, linee, superfici, cause ed effetti, movimento e quiete, forma e contenuto; senza questi articoli di fede nessuno, oggi, sopporterebbe la vita! Ma con tuttò ciò essi non sono ancora per nulla qualcosa di dimostrato. La vita non è un argomento: tra le condizioni della vita ci potrebbe essere l'errore.
F.Nietzsche, La gaia scienza, Adelphi
Sacarolhas
P.s: che bello essere un utente del trasciatti, si possono pure modificare i commenti, non si è in moderazione e poi, boh...
secondo me il trabordatti si sta preparando a conquistare il mondo e ad incasellarlo sotto un totalitarismo aspecifico fingento una liberalità libertina a base di erotismo orofaringeo e culinario.
la circumlocuzione dolosa circa la Sandrelli è un indizio pauroso.
libeccega
Non sapevo che il Tramandatti avesse delle mire sul mondo intero...Certo è che conosce i suoi polli e li attira a sé con il classico specchietto per allodole.
Però... potrebbe sbrigarsi con quel suo piano di conquista, insomma, non possiamo mica aspettare i suoi comodi...
Già all'epoca gli avevo consigliato di sostituire lo studio del Vannini con un centro di massaggi erotici, aveva pure accolto l'idea con una certa sicumera, poi però non si è fatto più nulla. E quel Vannini, insomma, che fine avrà fatto? Intendo Nedo, lo psicopompo, lo psicotrattoterapeuta, o come diavolo si definisce. Poi c'era pure quel Roberto, suo fratello, venditore di santini e quisquilie sacre...
Forse libeccega ha ragione, il Tramandone vuole conquistare il mondo e quel che è peggio vuole spartirselo con i Vannini!
Ci lasceranno solo briciole e avanzi!
O Senhor Sacarolhas.
ma non ho molto da dire, purtroppo. Probabilmente è così, le cose migliori vengono fuori quando si usano le regole senza saperlo. Non credo che cercando di attenersi consapevolmente ad un qualche vademecum di tecnica narrativa possa venire fuori qualcosa di buono. Allora mi dirai: ma che le tieni a fare delle lezioni di scrittura? Infatti non credo di tenere delle lezioni di scrittura, nel senso teorico. Credo di poter dire qualcosa di sensato (e neanche sempre) se qualcuno mi fa leggere qualcosa di scritto. In quel caso, andando a naso, posso anche dire se per me fila tutto liscio o ci sono degli intoppi. Posso cioè individuare quelli che a me sembrano errori. Di conseguenza, se ci sono degli errori, ci devono essere delle regole, una serie di cose che sento come regole, ma dirti quali sarebbe difficilotto...
trasandatti
be', devo dire che c'è del vero in quel che dice libecciofilo sulle mie mire espansionistiche sul mondo. quanto meno è vero che sono democratico per educazione, per cultura, ma dispotico per indole. ho sempre avuto un debole per i sovrani illuminati.
totaliatti
Lietezza mia nel sentire Sacarao che si compiace del sito e di come ci si può scorrazzare liberamente. Non te ne approfittare, deh!
liberatti