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I recensibili
Mar, 02/19/2008 - 21:09
Quello che segue è un breve elenco di libri che abbiamo sottomano e che non troviamo il tempo di recensire. Ci limitiamo per ora a segnalarli perché pensiamo meritino attenzione, ognuno per un motivo diverso:
Ugo Cornia, Le pratiche del disgusto, Sellerio, 2007;
Gianni Celati, I pascolanti - tre racconti, Nottetempo, 2006;
Franco Arminio, Circo dell'ipocondria, Le lettere, 2006;
Angelo Ferracuti, Le risorse umane, Feltrinelli, 2006;
Andrea Bocconi, Di buon passo, Guanda 2007;
Paolo Albani, La governante di Jevons, Campanotto, 2007.
(...continua...)
(Nella foto: Pietro Aretino, Quattro commedie, edizione del 1588 venuta in possesso del Trasciatti in modo rocambolesco e da lui posseduta per qualche anno; poi rivenduta ad un amico antiquario)
Mi rendo conto adesso che buona parte di questi titoli raccontano storie di perdenti, o comunque di faticanti a vivere, altre storie, non storie, storiacce o storielle di gente che non può certo dirsi "vincente". Se questo è quello che Leonardo Colombati chiama lo "sfigatismo letterario", be' allora mi piace lo sfigatismo letterario. Non lo so, è solo un'ipotesi la mia, non so cosa intenda per sfigatismo letterario, non lo precisa ma mi piacerebbe lo facesse. Del resto lui, Colombati, dice di raccontare "la ricchezza, i ricchi. Basta con i tinelli che puzzano di sugo dei romanzi italiani" (intervista rilasciata a D'Orrico). Ma sì, parliamo un po' dei ricchi, che piangono anche loro, togliamo i tinelli sugosi dai romanzi italiani, che poi sono invenzioni di fantasia, chi è che non può permettersi di passare il dopocena in un afterhour per nudisti e di fare il tirocinio a Londra come il protagonista di "Rio"? Comunque (sempre secondo la solita intervista) qualche problema ce l'ha anche Colombati che ultimamente è un po' ingrassato: "Dieci chili esatti, per colpa del romanzo e della mia tigna di voler rispettare i tempi di consegna della Rizzoli. Gli ultimi cinque mesi sono stati un inferno". Eh sì, son problemi.
Direttor Trasciotto