• nedovannini on Gio, 08/21/2008 - 12:54

    Caro Dottor Pistelli,
    lei fa benissimo a leggere il Tasso. Il Tasso senz'altro aiuta nella stesura di un romanzo come il suo. Che poi non è un vero romanzo. Anzi, che non è affatto un romanzo... Che non è nulla, starei per dire. Ma in questo senso non vorrei scoraggiarla, frenare quel sano entusiasmo che la fa sbatacchiare sui tasti notte e giorno. Fa benissimo a progettare sbatacchiando. Bisogna riempire la casa di suoni, l'ho sempre detto a mia moglie (che invece ama il silenzio e bisbiglia).
    Caro Dottore, lei sa meglio di me che cosa la spinge a leggere il Tasso. Io non lo leggerei mai per una specie di diffidenza che mi serpeggia dentro e che mi limita nelle scelte. Poi le rime mi agitano, non le so dire quanto, mi prendono alla sprovvista in realtà come atti premeditati che però mi sarebbe piaciuto evitare. Mi scandalizzano ecco.
    Vede Dottore, il mondo non dovrebbe procedere per rime ma per splendide dissonanze. Ecco, ad esempio, ora, mi verrebbe da prendere il mio figlio più piccolo e sgozzarlo come doveva fare Abramo che non ha saputo andare fino in fondo e ha sciupato una profezia. E mi perdoni uno stupido gioco di parole: Isacco era un figlio nel sacco e in ogni caso non si sarebbe accorto di niente in quell'oscurità che sapeva di iuta.

    Roberto Vannini

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