• trasciatti on Gio, 08/28/2008 - 20:40

    devo confessarle che la ricetta a base di tasso (per quanto rimandi inevitabilmente ai funambolismi di Achille Campanile: si ricorda il tasso del Tasso che dorme sotto un tasso barbasso etc. etc.?) è molto ghiotta e invitante. Dirò alla mia segretaria di procurarmi, se non uno chef, almeno gli ingredienti per provare a realizzarla. Tuttavia, mi rincresce farle notare che il digiuno universale è un'invenzione mia (se così si può dire di sì picciola cosa). Infatti, in una mia raccolta giovanile, intitolata "Leostorie" e apparsa sulla rivista Nuova Prosa nel lontano 1991, è presente un racconto intitolato proprio "Il digiuno universale". Gliene riporto qualche estratto, così a titolo esemplificativo. E' un raccontello ancora ingenuotto ma non troppo sgraziato. Vi si legge:

    "Era quello il tempo in cui i Titani tentarono la scalata all'Olimpo. I giornali dettero grande risalto all'avvenimento. Titoli cubitali. Ampi servizi fotografici. Interviste coi protagonisti. C'era attesa, trepidazione. Finalmente qualcuno aveva preso l'iniziativa di ribellarsi all'onnipotenza degli Dei...

    Il successo pareva a portata di mano, quando sugli eserciti alleati si abbatterono in picchiata squadriglie di geni, lari e penati, santi patroni e angeli di vario tipo...La disfatta delle armate umano-titaniche fu completa.

    Fu l'inizio di un periodo di gravi sofferenze. I Titani furono processati sommariamente e giustiziati mentre sulla terra gli Dei rovesciarono il Digiuno Universale. Inizialmente cominciarono a scomparire i generi alimentari meno essenziali come la Nutella o la marmellata Santa Rosa. Ma la situazione precipitò rapidamente. Si aprivano i frigoriferi e non c'erano più le sogliole Findus. Negli alimentari i prosciutti scomparivano uno dopo l'altro mentre i sacchetti delle casalinghe si svuotavano durante il tragitto dal supermercato a casa. L'unica cosa di cui Leo fu felice fu la scomparsa degli hamburger e del ketchup che costrinse alla chiusura più di un fast food. Ma la situazione generale era proprio tragica. Allora l'umanità, pentita e contrita, s'inginocchiò con fervore disperato di fronte a immagini sacre d'ogni tipo. Agli angoli delle strade si offrivano in sacrificio i pochi ortaggi rimasti e sugli altari dei templi s'immolavano le ultime sardine in scatola. Non fu facile riconquistarsi il favore degli Dei ma, alla fine, gli sforzi congiunti degli uomini riuscirono a far revocare l'embargo alimentare che gravava sul mondo.

    Gli Dei, in un eccesso di benevolenza umiliatrice, vollero strafare. Come avevano piegato l'umanità sotto il vuoto del Digiuno, così si compiacquero di affogarla nell'Abbondanza. I frigoriferi si riempirono di colpo e così le dispense, gli scaffali dei negozi e ganci delle macellerie. Anche le strade furono invase da valanghe di tonno in scatola, pomodori pelati, patate, salami, parmigiano grattugiato e non, vino, olio, bistecche alla fiorentina... "

    Pistellatti Alemandro

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